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Google annuncia Android P e consacra il notch anche su Android (video)

Android P è ufficiale da pochi minuti. La versione 9.0 di Android per ora è arrivata sotto forma di developer preview, ma intanto abbiamo già un assaggio delle novità che porterà con sé.

  • Supporto ai notch: (display cutout API): grazie a delle librerie dedicata sarà più semplice per gli sviluppatori ottimizzare le proprie app nel caso ci fosse una “tacca” in cima allo schermo.
  • Multi-camera API: gli sviluppatori potranno avere accesso allo stream da due o più fotocamere simultaneamente e manipolarli di conseguenza.
  • Notifiche migliorate per la messaggistica: le notifiche dalle app di messaggi potranno contenere immagini e sticker, mostrare intere conversazioni con i nomi dei contatti, e suggerire smart reply, come del resto già fa la nuova app di Google, ma in questo caso parliamo di un supporto nativo a livello di OS. Se inoltre inizierete a comporre una risposta dalla notifica ma per qualche motivo la doveste chiudere, il messaggio sarà salvato in bozza.
  • Rilevamento della posizione in interni: viene aggiunto il supporto al protocollo Wi-Fi IEEE 802.11mc che permette alle app di misurare la distanza dagli access point, triangolando così la posizione dell’utente in luoghi chiusi, con una approssimazione di 1-2 metri.
  • Open Mobile API per i pagamenti NFC: gli sviluppatori potranno accedere ad un sistema sicuro ed abilitare pagamenti tramite smart card.
  • Data cost e JobScheduler: il JobScheduler, ovvero colui che si occupa di avvicendare i vari task, può rinviare certe richieste in caso di rete congestionata o effettuarne il prefetch con rete libera.
  • ImageDecoder: si tratta di un sostituto per BitmapFactory, che supporta meglio le immagini animate. Android P introduce una nuova classe per supportare meglio GIF e WebP.
  • Semplificati i notification channel.
  • Supporto per High Dynamic Range (HDR) VP9 Profile 2, in modo da fornire contenuti in HDR da YouTube, Play Movies, ed altre app.
  • Neural Networks API si allarga con il supporto a nove nuove operazioni.
  • Da novembre 2018, come già sapevamo, Google Play richiederà che gli aggiornamenti delle app abbiano come target Android Oreo (API 26) o successive versioni. Nella prima preview di Android P questo limite è sceso ad Android 4.2 (API 17) e salirà gradualmente con le successive preview.
  • L’accesso alle API non pubbliche sarà ristretto gradualmente.
  • Le app in background non avranno accesso a microfono, fotocamera o altri sensori.
  • Android P permette la crittografia lato client dei backup. Il PIN o comunque il metodo di sblocco impostato saranno necessari per il restore dei dati salvati in locale.

La prima developer preview è stata sotto forma di factory image per tutti gli smartphone Pixel, e andrà quindi installata manualmente. Potete scaricarla direttamente dal sito ufficiale (qui i file OTA sempre per l’installazione manuale), e flasharla dal vostro PC, a patto di avere adb e fastboot installati (guida per Windows e per Mac). Non è infatti possibile aggiornare tramite programma beta, cosa che avverrà invece dalla seconda release in poi.

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L’immagine seguente parla poi da sola, e scandisce i progressi di Android P nel corso dei prossimi mesi. Restate comunque sintonizzati, perché seguiranno articoli di approfondimento sulle principali novità.

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