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Brawl Stars: l’ennesimo pay-to-win da ignorare? (recensione)

Recensione Brawl StarsSupercell nel corso della sua carriera di developer mobile ha sfornato quattro giochi: Clash of Clans, Hay Day, Boom Beach e Clash Royale. Tutti hanno superato i 50 milioni di download (contando solo i download di Android) e tutti hanno valutazioni pari o superiori a 4,5 stelle su 5. Non c’è quindi da sorprendersi più di tanto se Brawl Stars è stato nel limbo per ben più di un anno: il gioco venne svelato a giugno 2017 e fu lanciato in beta limitata geograficamente il giorno stesso. La beta è terminata pochissimi giorni fa con il lancio globale del titolo. Nel corso dei mesi Brawl Stars si è evoluto, migliorando e ampliando le modalità di gioco, accogliendone di nuove e persino modificando il comparto grafico (da 2D a 3D) e l’orientamento dell’interfaccia di utilizzo. Supercell è riuscita a sfornare un altro gioco di sicuro successo? Si riesce a divertirsi senza prosciugare il conto in banca a suon di acquisti in-app? Vediamo di rispondere a queste domande.

Editore Supercell
Sviluppatore Supercell
Piattaforme Android, iOS
Genere Online Action
Modalità di gioco Multi giocatore (online)
Lingua Italiano
Prezzo e acquisto Gratis (Android | iOS)

Video Recensione Brawl Stars

La nostra video recensione di Brawl Stars è realizzata con spezzoni gameplay catturati su ASUS Rog Phone e va a riassumere i concetti espressi nei seguenti paragrafi. Buona visione!

Botte da orbi… tascabili!

Il bello dei giochi di squadra è che se vinci puoi pensare che sia merito tuo, se perdi puoi incolpare i membri della tua squadra. In ogni caso hai la coscienza pulita! A parte gli scherzi la formula di gioco realizzata da Supercell sembra funzionare alla grande anche dopo svariate ore di gioco. Spieghiamoci meglio. In cosa consiste Brawl Stars? Sostanzialmente in un twin stick shooter (uno sparatutto da giocare con due levette analogiche virtuali) online competitivo. Una volta scelto il nostro personaggio (inizialmente solo uno) saremo abbinati ad altri due giocatori (in tutte le modalità di gioco tranne una) in arene con obiettivi diversi contro un team di altri 3 giocatori.

Ogni personaggio ha una sua modalità di fuoco di base, con 3 munizioni (a prescindere dal personaggio) che si ricaricano entro un certo lasso di tempo e una sua Ultimate che, se giocata nel momento giusto, permette ovviamente di ribaltare le sorti degli scontri. C’è molta strategia anche nella scelta del personaggio, perché ogni Ultimate provoca effetti diversi (evochi torrette, spari colpi in grado di abbattere le coperture, curi gli alleati) e anche perché ognuno è caratterizzato da statistiche ben precise. Ci sono i tank, con colpi a corto raggio e maggior vita, ci sono i difensori, che evocano torrette di vario genere, i cecchini e così via.

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Un punto fondamentale di un gioco del genere è sicuramente il matchmaking. Bisogna ammettere che la maggior parte delle volte funziona bene: i tempi di attesa per un match sono praticamente nulli, e almeno nel 90% dei match tende a metterci con giocatori che usano personaggi diversi dal nostro e che hanno più o meno il nostro stesso grado. Il problema è che, affidandosi al matchmaking casuale, è molto probabile trovarsi con squadre sbilanciate: affrontare due tank e un curatore con 3 personaggi votati prevalentemente a fare danni non è banale, e ovviamente può succedere anche l’opposto, di trovarsi in una squadra più avvantaggiata rispetto a quella avversaria. Per fortuna c’è una soluzione pratica: stringere amicizie, giocare appunto a fianco di amici e creare di conseguenza squadre bilanciate, in modo anche da mettere su strategie concrete a seconda della modalità di gioco scelta.

Delle modalità ve ne abbiamo già parlato nell’articolo di presentazione del gioco. C’è Arraffagemme, il cui obiettivo è quello di accumulare più gemme degli avversari. Il primo team che arriva a 10 fa scattare un countdown, e ogni volta che qualcuno che ha delle gemme muore le lascia a terra, permettendo al proprio team o al team avversario di recuperarle. Va da sé che la parte centrale della mappa è un vero mattatoio! C’è Rapina, che colloca una cassaforte ai due estremi della mappa: l’obiettivo è distruggere la cassaforte avversaria o ridurla ad uno stato peggiore della nostra. Si continua con Ricercati, che è una sorta di team deathmatch: ogni personaggio accumula stelle ad ogni kill, ed uccidere quelli con più stelle ne fa guadagnare di più. Vince la squadra con più stelle. C’è poi Footbrawl, un calcio rivisitato dove per fare goal ci si spara alla schiena senza commettere fallo. E dulcis in fundo una versione compatta dei Battle Royale, la modalità Sopravvivenza, da affrontare in solitario o in coppia. Non manca la nebbia assassina che restringe il campo di battaglia obbligando i giocatori a scontrarsi nel mezzo.

La cosa geniale è che per sbloccare casse aggiuntive utili a scovare nuovi personaggi e a potenziare quelli già in nostro possesso il gioco ti propone ciclicamente tutte le modalità di gioco, premiandoti in caso di vittoria con un gettone speciale. Così il giocatore è portato a giocarle tutte, ed è difficile annoiarsi con 5 modalità che richiedono approcci e strategie diverse tra di loro. Anche il sistema di trofei spinge il giocatore a variare la sua attività di gioco. Ogni vittoria permette di accumulare trofei e con il vostro account percorrerete una sorta di percorso che vi premierà ad ogni traguardo con personaggi, casse e altri extra. Potete decidere di guadagnare trofei con un solo personaggio, ma vincendo i match salirete anche di grado (con quel personaggio) e via via i match saranno sempre più difficili. Anche i malus diventeranno sempre più evidenti: perdendo partite a gradi alti potrete perdere trofei, gradi e anche punti esperienza! Per variare, e guadagnare più trofei in modo da sbloccare anche nuovi brawler, è bene variare scegliendo altri personaggi con cui giocare e con cui accumulare esperienza. Anzi, per imparare a giocare al meglio è bene provarli tutti ed accumulare un minimo di esperienza, in modo anche da imparare a contrastarli quando ce li troviamo contro.

Ma in tutto ciò, quanto conta il portafogli? Brawl Stars, così come gli altri giochi Supercell, è un free-to-play con acquisti in-app. Il rischio, specialmente per un gioco online competitivo come questo, è il solito. Quindi la domanda da porsi è: quanto influiscono gli acquisti in-app sulla resa in gioco? Fortunatamente non molto. Gli acquisti in-app si evolvono mentre procedete nel gioco. Ogni giorno vengono proposti acquisti diversi, che dipendono anche dal numero di trofei accumulati, dal vostro livello e così via. Sta di fatto che gli eroi aggiuntivi si possono trovare anche nelle casse che è possibile sbloccare giornalmente giocando. Ogni giorno potete accumulare più crediti gratuiti (si ricaricano su base oraria) e crediti extra salendo di livello o salendo di grado. E come già accennato ci sono anche i gettoni speciali, che premiano con casse molto simili a quelle ottenibili con gli acquisti in-app.

Quindi sì, con gli acquisti in-app si sbloccano più velocemente i personaggi ed è più facile potenziarli, ma si rischia anche di trovarsi ad affrontare giocatori con molta più esperienza di noi. E dando una sbirciata alle classifiche mondiali o locali si può notare come molti dei giocatori in testa usino personaggi standard, che si sbloccano gratuitamente sin dalle prime fasi di gioco. L’unica cosa che non si può ottenere giocando sono le skin speciali per i vari personaggi. Il resto, con costanza, login e match giornalieri e un po’ di pazienza, si può ottenere senza sborsare un centesimo. C’è comunque da dire che le offerte giornaliere proposte da Supercell non sono così esose: si tratta di acquisti da 2,50€, 5,50€ o simili. Non c’è quindi bisogno di spendere 50€ per avere una manciata di gemme.




8.5

Giudizio Finale

Insomma, il tutto sembra funzionare alla grande. I match sono rapidi e divertentissimi, a meno di non trovarsi in squadra con dei completi incompetenti, le modalità sono ben congegnate, idem dicasi per i personaggi, ognuno con il suo ruolo e con il suo modo di giocare. Il bello è che per le meccaniche legate agli acquisti in-app e a quanto si può guadagnare gratuitamente ogni giorno si può comunque parlare di competitività. Più si gioca, più si avanza e più è probabile sbloccare personaggi o punti per potenziarli, e come già accennato anche i personaggi base sono in grado di fare la differenza se usati con cognizione di causa. Anche da un punto di vista di netcode non sembrano esserci problemi: le disconnessioni sono ridotte al minimo, e anche in caso di crash dell’applicazione (o della connessione), basta rientrare nel gioco per essere re-inseriti in partita quasi istantaneamente.

Se lo volete affrontare in modo competitivo qualche acquisto in-app ci può anche stare: come accennato vengono proposte offerte ciclicamente a prezzi umani e velocizzare un po’ la crescita di personaggi a noi più congeniali potrebbe tornare utile. Se lo affrontate come passatempo Brawl Stars saprà comunque ricompensarvi con la giusta dose di divertimento, a patto magari di non puntare ai vertici delle classifiche, o almeno non in tempi brevi.

PRO CONTRO
  • 5 modalità di gioco e tanti campioni da provare
  • Match rapidi e divertenti
  • Coloratissimo, piacevole graficamente e da un punto di vista sonoro
  • Personaggi sbloccabili anche senza utilizzare gli acquisti in-app
  • Può succedere che il matchmaking formi team di campioni squilibrati
  • A livelli alti far crescere i personaggi può rivelarsi un’operazione lunga
  • Alla lunga potrebbe stancare?

Trailer

Screenshot

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fonte: https://www.mobileworld.it/2018/12/21/recensione-brawl-stars-202911/