Le Google app su Android ed iOS non sono le stesse: un confronto su iPhone XR e Pixel 3 (video)

di | 16 Agosto 2019

Lo avevo promesso nel corso dell’ultima puntata di “7 giorni con” e nonostante il Ferragosto di mezzo sono riuscito ad essere di parola. Nel video qui sotto trovate infatti un approfondito confronto tra le principali app di Google su Android e su iOS. Perché sì, ci sono delle differenze, anche importanti.

La prima cosa che ho istintivamente fatto, passando ad iPhone, è stata infatti quella di cercare di ricreare l’esperienza d’uso cui ero abituato su Android, e le applicazioni di Google sono una bella fetta di tale esperienza d’uso. Ho quindi installato praticamente tutto ciò che di made by Google ci fosse sull’App Store, pur sapendo che le cose non avrebbero mai potuto essere uguali.

Da una parte infatti ci sono dei vincoli dovuti al sistema operativo. iOS non ha i widget, o comunque quelli che ha sono diversi da come li intendiamo su Android. Niente barra di ricerca Google persistente insomma, per non parlare di altri widget Google ai quali magari eravate abituati. E poi c’è Assistant, che è soppiantato da Siri, com’è logico che sia. A dirla tutta è possibile creare una catena di comandi per cui se direte “Hey Siri, Ok Google” potrete parlare con Assistant; ammesso che siate così innamorati dell’assistente vocale da voler pronunciare questa macumba.

Dall’altra è sempre il sistema operativo stesso a condizionare lo sviluppo di un’app, anche laddove non metta dei paletti. È infatti praticamente impossibile che una stessa app sia completamente identica su Android ed iOS; che sia Google lo sviluppatore o meno. Detto questo però, in alcuni casi le diversità sono importanti, in particolare con Chrome. Quest’ultima ha infatti una gestione delle schede aperte completamente diversa, più leggibile e con più gesture ad una mano. E la stessa cosa vale per la gesture per ricaricare la pagina, che su Android non ha altra funzione che questa, mentre su iPhone permette con uno swipe laterale di chiudere la pagina corrente o aprirne una nuova. Non sono differenze di poco conto, perché è l’uso ad una mano a trarne notevole giovamento.

C’è però da dire che Chrome è l’app più in divenire del mondo, con ben 4 versioni diverse pubblicate sul Play Store, e con i flags che consentono di abilitare diversi cambiamenti di interfaccia e funzionalità. Se però prendiamo le rispettive versioni stabili, su Android ed iOS, ritengo quest’ultima superiore alla controparte Android.

È l’unica app di cui mi sento di dire una cosa del genere. In tutti gli altri casi vedo il confronto come un sostanziale pareggio, o una vittoria per Android, soprattutto su Gmail e Gboard. La prima ha infatti molte più opzioni (sebbene ancora molte meno della versione desktop: chissà poi perché!) e la seconda è più pratica nel quotidiano su Android, con i simboli in seconda battuta e non solo.

Vi lascio comunque al video, perché mai come in questo caso si tratta di cose che vanno viste fianco a fianco, più che descritte. Se doveste notare incongruenze oppure omissioni, fatemelo sapere nei commenti.

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